Zona rossa e decreto, Gelmini: "Regole rigorose ma servono"

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Le misure e le restrizioni previste dal nuovo decreto anti Covid, che fanno entrare l'Italia in zona rossa e zona arancione da domani, "sono rigorose ma servono". Lo dice Mariastella Gelmini, ministra azzurra degli Affari regionali e delle Autonomie, in un'intervista al Corriere della Sera.

"Purtroppo l’Rt ha superato l’1 in tutto il Paese, venerdì abbiamo contato 27 mila nuovi contagi e quasi 400 morti. Senza misure così rigorose, fra due settimane ci saremmo ritrovati con 40 mila casi al giorno e il doppio delle vittime. Il governo non ha potuto fare altro che prendere atto, con rapidità, del drammatico impatto delle varanti", sottolinea Gelmini.

Rispondendo alla domanda sulla fine che ha fatto la destra che voleva riaprire tutto, la ministra spiega: "Avremmo preferito certamente parlare di riaperture e ci toglie il sonno aver dovuto sospendere le lezioni in presenza per moltissimi ragazzi, ma mi sentirei in imbarazzo a dire che va tutto bene, quando da inizio anno abbiamo avuto oltre 25 mila morti. Oggi però abbiamo una forza in più, i vaccini. Quando siamo arrivati se ne facevano 80 mila al giorno, nella scorsa settimana si è superata quota 200 mila e mediamente siamo passati a 170 mila al giorno".

"Non sto attaccando nessuno, prima - evidenzia Gelmini - non c’erano e ora cominciano ad arrivare. L’obiettivo, che il commissario Figliuolo ritiene perseguibile, è vaccinare 500 mila persone al giorno. Stavolta le chiusure servono a rendere possibile la ripartenza del Paese, perché abbiamo un vero piano vaccinale e la prossima settimana approveremo il decreto Sostegni".

Per quanto riguarda i timori legati al vaccino AstraZeneca, Gelmini spiega: "Quello che ci preoccupa è che si è creata una situazione di diffidenza sul vaccino AstraZeneca, ma dobbiamo affidarci alla scienza, che lo ritiene sicuro ed efficace, e alle affermazioni dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa, ndr) e dell’Ema. Bisogna continuare a usarlo. E sì, io lo farei".