Zoom acquisisce Five9 e diversifica nel customer care

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La piattaforma di videoconferenze, diventata popolarissima durante la pandemia, ha appena investito quasi 15 miliardi di dollari (14,7 per l’esattezza) per acquistare Five9, provider di servizi basati sul cloud e destinati ai call center. Come parte dell'accordo, gli azionisti di Five9 riceveranno 0,5 azioni ordinarie di classe A di Zoom Video Communications per ogni azione di Five9 in loro possesso. Dopo la chiusura della transazione, prevista per la prima metà del 2022 e sottoposta all’approvazione degli azionisti, Five9 sarà un'unità operativa di Zoom e il suo CEO Rowan Trollope diventerà anche presidente di Zoom. L’obiettivo di Zoom è quello di migliorare il proprio appeal nei confronti di clienti business, e fa parte di un progetto di crescita “naturale”, così come raccontato dal fondatore e CEO di Zoom Eric Yuan.

Five9 infatti si occupa di fornire software per il customer care, e l’acquisizione ha l’obiettivo “di dar vita a una piattaforma per il servizio clienti che ridefinisca come le aziende di ogni dimensione si rapportano ai loro consumatori”. “Ci aspettiamo che questo acquisto aiuti ad ampliare la presenza di Zoom in un settore, quello del customer care, che vale 24 miliardi” ha postato Eric Yuan sul blog dell’azienda “e crediamo seriamente che insieme renderemo capaci i nostri clienti di reimmaginare il modo in cui gestiscono i loro affari, aiutandoli a riportare risultati eccezionali”. Un modo per Zoom di espandersi e diversificare, nel momento in cui la compagnia deve darsi da fare per trovare nuovi sbocchi e nuove strade per crescere, con gli uffici che riaprono e l’esigenza di conference call che inizia a diminuire. Non svanirà, questo è certo: il mondo del lavoro è cambiato e si è decentralizzato, le aziende hanno scoperto una nuova flessibilità e hanno iniziato ad apprezzare l’opzione di assumere persone che lavorino esclusivamente da remoto. Ma lo stesso non ci si può aspettare che Zoom riesca a mantenere gli stessi ritmi di crescita senza espandersi in nuovi mercati.

All’inizio delle chiusure a causa del Covid, a marzo 2020, Zoom aveva registrato un boom di download senza precedenti. Tutti avevano iniziato a usarlo per lavoro, per le lezioni in didattica a distanza, ma anche per feste, aperitivi, cene, videochiamate di famiglia e persino servizi religiosi, facendolo diventare la nuova chiave di una vita sociale, scolastica e lavorativa, improvvisamente confinata tra quattro mura. Questo grazie alle feature incluse nella sua versione free, molto superiori ai competitor (dal numero dei partecipanti alla personalizzazione), e ai costi contenuti (tra i 15 e i 19 dollari) dell’abbonamento mensile, oltre alla facilità d’uso che non richiede di scaricare software per accedere alle riunioni. Per dare solo un dato, tra aprile e novembre del 2020 le sue azioni sono cresciute del 600%. Anche il business di Five9 ha visto una crescita importante nel corso del 2020, arrivando a fatturare il 33% in più, con entrate arrivate a 435 milioni di dollari. Zoom ha annunciato poco tempo fa i piani per un’altra importante acquisizione, quella di Kites, società tedesca che ha elaborato una soluzione machine translation per la trascrizione e la traduzione in tempo reale. Zoom ha già la possibilità di attivare trascrizioni simultanee delle conversazioni, ma solo per la lingua inglese. Con Kites spera di poter dare i tempi brevi la possibilità di superare anche le barriere linguistiche.

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